Per un'ermeneutica della riforma

...Anche da parte Nostra non abbiamo trascurato occasione alcuna - e Ci sembra di poterlo affermare, «coram Deo», con tranquilla coscienza - per richiamare gli insegnamenti del Concilio, mantenerne vivo ed operante nella Chiesa lo spirito, incoraggiarne e stimolarne l’applicazione. Abbiamo più volte illustrato il ricco e positivo bilancio del Concilio, affermando che le sue conclusioni sono altamente impegnative per tutti, e che la sua preziosa eredità è destinata a non estinguersi, ma a guidare l’azione e la vita della Chiesa in avvenire, penetrando profondamente negli animi mediante l’interiore rinnovamento di cui il Concilio stesso si è fatto promotore. Per non venir meno al Nostro dovere dottrinale e pastorale, abbiamo dovuto più volte nei Nostri discorsi rettificare le tendenze rivolte a interpretazioni inesatte e arbitrarie degli insegnamenti conciliari, e a stimolare il senso d’una sincera ortodossia verso la dottrina autentica della Chiesa, raccomandando per ciò stesso l’imprescindibile necessità di un continuo confronto e di una leale adesione al magistero ecclesiastico, a cui si deve riconoscere il carisma d’una perenne ed operante assistenza dello Spirito animatore della Chiesa e Maestro di ogni rivelata verità. Abbiamo perciò richiamato talora quanti ascoltano la Nostra umile e franca voce a farsi del Concilio un giusto concetto dottrinale, di conferma, di coerenza, di sviluppo del patrimonio dogmatico della Chiesa, evitando il pericolo di certe diffuse opinioni, che insinuano una arbitraria valutazione del Concilio, quasi che questo grande avvenimento ecclesiale possa giustificare una concezione del cattolicesimo difforme da quella già ben definita, e autorizzare libere ipotesi di diverse e discordanti ideologie religiose (se pur della religione cattolica conservano sempre il senso e l’amore). E così abbiamo messo in guardia il Popolo di Dio da visioni inadeguate o capziose del Concilio; ed ancora lo facciamo e lo faremo, fidando nel consenso corale dell’Episcopato, nell’ausilio da Noi sollecitato, anche in occasione del Congresso internazionale di Teologia, degli studiosi e dei maestri nella Chiesa di Dio, e fidando parimente nel senso della fede proprio delle anime buone, credenti e seguaci della Parola di Cristo, quale la Chiesa madre e maestra loro annuncia ed interpreta.

...omissis...

DISCORSO DI PAOLO VI AL SACRO COLLEGIO Sabato, 24 maggio 1967